Alla scoperta di un tipo di agricoltura che crea un ecosistema organico in simbiosi tra pesci e piante.

A noi di Natural Mania piace scoprire e spiegare metodi e filosofie diverse di agricolture ecosostenibile. Ci siamo occupati di agricoltura biologica, permacultura, agricoltura sintropica e rigenerativa, ma mai avevamo parlato di agricoltura acquaponica. Tale nome suonerà sconosciuto ai più, si tratta di una tecnica che mette in simbiosi l’allevamento dei pesci con la coltivazione idroponica, ovvero con la coltivazione ‘fuori suolo’. In pratica, le piante si nutrono delle deiezioni dei pesci, mentre a loro volta le piante con la loro azione purificano l’acqua che poi ritorna ai pesci depurata. Un sistema ecologico ed ecosostenibile che permette di eliminare pesticidi e concimi producendo prodotti sani, di qualità e redditizi.
Per approfondire la questione siamo andati da un esperto, Davide Balbi titolare di Agricoltura 2punto0 di Cervaro in provincia di Frosinone. Esperto in materia, si è offerto di spiegarci cos’è l’agricoltura acquaponica, come è possibile adottarla come tecnica di coltivazioni e quali sono i vantaggi che porta ai produttori e al consumatore finale.
Troverete qua sotto l’intervista testuale integrale, ma potrete sentire l’audio accedendo al nostro canale You Tube e iscrivendovi!
Ciao Davide, benvenuto. Raccontaci chi sei.
Prima di tutto ci tengo a dire che guido un gruppo di persone convinte che attraverso l’agricoltura si possa davvero migliorare la salute. Il nostro percorso inizia nel 2014, grazie a una call del Parco Tecnologico Padano che cercava progetti legati a sovranità alimentare, sicurezza, filiera corta e bassa impronta carbonica. Abbiamo analizzato il mercato, capito le difficoltà dei consumatori e iniziato a chiederci come elevare la qualità di ciò che già esisteva.
Oggi l’agricoltura biologica riceve la certificazione anche quando opera vicino a un termocombustore, perché si certifica il processo e non il prodotto finale. Ci siamo quindi chiesti come creare cibo realmente pulito e ricco di nutrienti, anche in contesti difficili.
Quando siamo riusciti a ottenere vegetali con il doppio delle vitamine, gli agricoltori ci hanno subito fatto notare quanto fossero superiori per gusto e proprietà nutrizionali. Questo risultato ci ha fatto capire che potevamo integrare anche le neuroscienze: fornire un basilico molto profumato è una cosa, fornire un basilico privo di nichel e adatto a una persona allergica è un’altra. E, con gli accorgimenti corretti, un alimento può persino diventare un alleato della longevità.
Cos’è l’acquaponica?
L’acquaponica unisce idroponica e allevamento di pesci. L’idroponica da sola funziona come un laboratorio che riproduce il ciclo dell’azoto, lo stesso processo che in natura trasforma ammonio e ammoniaca del letame in nitriti e nitrati, fertilizzanti fondamentali per le piante.
Noi abbiamo scelto di gestire un ecosistema invece di un laboratorio. Abbiamo introdotto i pesci, una tecnica già presente nella Mesopotamia di 4000 anni fa, creando un’agricoltura protetta in cui piante e pesci vivono in simbiosi attraverso l’acqua.
Come si inizia a praticare l’acquaponica?
Il punto centrale è conoscere i materiali: le schede di migrazione indicano se una plastica può rilasciare sostanze indesiderate. È un tipo di attenzione simile a quella che si dovrebbe avere in cucina quando si sceglie un utensile.
Chi si rivolge a noi spesso è alla prima esperienza sia in agricoltura che in acquaponica, per questo forniamo supporto e servizi che li accompagnano fino alla produzione.
Come funziona tecnicamente un impianto?
Il cuore è l’acqua, sempre in movimento. Nella vasca dei pesci avvengono respirazione e deiezione, quindi l’acqua contiene ammonio e ammoniaca. Negli impianti si sviluppa una fermentazione batterica simile a quella del letame lasciato maturare per mesi. Con la differenza che nei nostri ecosistemi la nitrificazione avviene ogni giorno: i microrganismi trasformano ammonio e ammoniaca in nitriti e poi nitrati, cioè un azoto altamente biodisponibile, il nutriente principale delle piante.
In questo modo le piante ricevono un macrofertilizzante naturale, proveniente dalla trasformazione delle deiezioni dei pesci.
Come definiresti questo tipo di agricoltura?
L’acqua circola tramite pompe, arriva alle piante che assorbono nutrienti e poi ritorna ai pesci. Si tratta di un sistema chiuso di ricircolo con una fitodepurazione integrata.
Oggi molto pesce allevato fatica a sopravvivere fino alla macellazione e questo racconta quanto sia urgente ripensare anche la qualità degli allevamenti ittici. Con l’acquaponica si ottiene una qualità superiore sia nei vegetali sia nel benessere dei pesci.
Quali piante si prestano meglio all’acquaponica? È una tecnica adatta a ogni ambiente?
Partiamo sempre da un principio: ragionare come imprenditori. La serra permette di proteggere l’investimento da grandine, bombe d’acqua, cambiamenti climatici e garantisce qualità. Le energie rinnovabili oggi consentono di coltivare in modo sostenibile, con bassa impronta carbonica, destagionalizzando la produzione senza ricorrere ai combustibili fossili.
Grazie alle tecnologie moderne possiamo coltivare sia al Polo Nord sia nel deserto.
Chi è il cliente tipo di un impianto acquaponico?
Gli imprenditori ci scelgono per ottenere alimenti anallergici e privi di contaminanti. Una pianta di pomodoro, se cresce in un terreno ricco di nichel, assorbe inevitabilmente quel microelemento. In acquaponica questo si evita del tutto.
Concludiamo dicendo dove è possibile trovarti?
Basta digitare su Google “Davide Balbi Agricoltura2punto0” e usciamo subito noi.
Potrebbero anche interessarti:
- Storia di un coltivatore di canapa legale: tra passione e proibizionismo
- I segreti dell’agricoltura sintropica spiegati da Giuseppe Sannicandro
- Saviana Parodi: vivere la vita con consapevolezza grazie alla permacultura
- Il design di permacultura spiegato da Pietro Zucchetti
- I segreti del garden design
- L’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana
- Luca Mercalli: adattamento e resilienza di fronte ai cambiamenti climatici




