Vivere in Groenlandia tra natura, climate change e tensioni geopolitiche

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Pubblicato il: 3 Novembre 2026

Autore: Natural Mania

Intervista al musicista Fabrizio Barzanti, da anni ha scelto di vivere nella capitale Nuuk

musicista italiano in GroenlandiaContinuiamo il nostro viaggio nelle isole più remote del mondo attraverso le parole di chi le abita. Questa volta abbiamo scelto la più grande isola del pianeta: laGroenlandia.

Con i suoi2.166.086 km²,è di gran lunga la terra insulare più vasta del mondo, ma conta appena56.500 abitanti. Un territorio quindi immenso e scarsamente popolato, la cui capitale è Nuuk.

Regione autonoma dellaDanimarca, dotata di un proprio governo e di un parlamento con ampi poteri, la Groenlandia non fa parte dell’Unione europea, in seguito a un referendum tenutosi nel1985, quando esisteva ancora la CEE.

Il rapporto con la Danimarca è stato a lungo conflittuale, con quest’ultima accusata in passato di colonialismo, discriminazione e tentativi di assimilazione forzata.

Si è spesso parlato di indipendenza e autodeterminazione, ma l’attuale quadro geopolitico ha riportato la Groenlandia al centro delle mire delle grandi potenze nell’Artico, per la sua posizione strategica e le risorse naturali presenti nel sottosuolo. In particolare, l’interesse degliStati Uniti di Donald Trumpha contribuito a rendere la Danimarca, agli occhi di molti groenlandesi, il male minore, per evitare un’eccessiva esposizione al rischio di diventare una facile preda delle grandi potenze.

Per capirne di più, siamo andati a trovare un italiano,Fabrizio Barzanti, che da diversi decenni vive in Groenlandia, nella capitale Nuuk, e che nella vita fa il musicista.

Attraverso le sue parole cercheremo di capire come si vive in questo affascinante luogo, perché ha scelto di abitarci e cosa consiglierebbe alle persone incuriosite da questa terra e desiderose di visitarla.

Di seguito troverete l’intervista integrale. La versione audiovisiva è disponibile sul nostro canale YouTube,Natural Mania Magazine, al quale vi invitiamo a iscrivervi.

Partiamo dalla tua storia personale: come sei finito a vivere in Groenlandia?

La prima volta che sono andato in Groenlandia, o meglio, che l’ho visitata, risale a più di trent’anni fa.Ci sono andato per suonare. Probabilmente è stato per un errore, perché nella band in cui lavoravo avevamo un manager che ci mandava in giro per il mondo e deve aver fatto un favore a un altro impresario. Così ci hanno mandato in Groenlandia e devo dire che è stato piuttosto scioccante.

Il motivo è chesi trattava di un posto completamente fuori dal mondo.Oggi è cambiato tantissimo, ma all’epoca l’espressione “fuori dal mondo” definiva molto bene la situazione. Vivevano in una dimensione diversa da quella a cui noi europei siamo abituati e che possiamo conoscere.

Gli abitanti della Groenlandia sono gli eschimesi?

abitanti groenlandia

Foto di Putulik Jaaka

Se li chiami così, ti danno un calcio nel…! Questo perché “eschimese” è un termine di origine nativa americana che significa “mangiatore di pesce”. Il loro nome ufficiale è Inuit.

Arrivarono in queste terre centinaia di anni fa. Credo che le culture Dorset I e Dorset II risalgano a circa 2.000 anni fa e che il loro luogo di origine sia laMongolia e la Siberia. Si tratta di popolazioni che successivamente si sono diffuse in tutto il Nord America e in parte del Sud America.

Gli Inuit, durante la loro migrazione, hanno fatto una deviazione e sono finiti su quest’isola. Infatti, i Dorset, secondo gli archeologi, sono arrivati attraverso la parte più stretta, quella in cui il Canada e la Groenlandia sono più vicini, considerando che quest’isola fa geograficamente parte del Nord America.

Quando gli Inuit sono arrivati, hanno percorso tutta la costa, da nord a sud, per poi andarsene. Lo stesso è accaduto con i Dorset II. Successivamente ci sono state altre migrazioni, alcune delle quali si sono invece stabilite sull’isola.

I cosiddettiVichinghi, o Norreni,fondarono delle colonie molti anni dopo, più o meno durante quello che per noi è l’Alto Medioevo, tra il 900 e il 1000 d.C.

Cosa ti ha spinto a rimanere in questa terra?

La prima volta che ci sono andato mi sono fermato per un po’ di tempo, poi ho vissuto inDanimarcaper tanti anni. Adesso vivo in Groenlandia da una dozzina d’anni, sono sposato con una groenlandese e abbiamo dei figli. Principalmente è questo il motivo per cui vivo in questa terra.

Quali sono le difficoltà e le peculiarità della Groenlandia?

Io di difficoltà non ne conosco, ti posso parlare invece dei lati positivi. Le uniche difficoltà a cui posso pensare riguardanoil freddo e iproblemi logistici, visto che non esistono strade di collegamento tra le diverse città.

Per spostarsi si viaggia sempre in aereo o in barca e, naturalmente, quest’ultima possibilità è preclusa durante l’inverno.

La peculiarità è che si tratta di un posto pazzesco, bellissimo, un’isola da sogno.

Tu sei un musicista: questo tuo ruolo ti ha aiutato a integrarti?

Culturalmente, la musica ha un peso notevole: c’è tantissima musica e ci sono tanti musicisti.

Essendo una regione autonoma dellaDanimarca, hanno uno Stato molto presente, che sostiene tutte le forme di cultura, a differenza di quanto accade inItalia.

Se sei un musicista e vai a suonare in un teatro o in un bar, vieni pagato un compenso minimo.Per un concertodi una sera, infatti, non puoi prendere meno di2.700 corone, che corrispondono a circa300 euroa persona.

Che musica suoni e qual è il genere che va per la maggiore in Groenlandia?

Suono un po’ di tutto, ma principalmente jazz e reggae. Da queste parti, invece, va soprattutto il rock, senza ombra di dubbio.

Culturalmente parlando, si sentono nordamericani, europei o semplicemente groenlandesi?

Sono innanzitutto una regione autonoma dellaDanimarca, ma loro si sentono Inuit groenlandesi. Non si sentono nordamericani, assolutamente, ma nemmeno europei.

GliInuit, faccio presente, si trovano anche inCanada, Alaska e Siberia. Hanno un forte senso identitario.

Come vivono il fatto di essersi trovati al centro delle manovre geopolitiche delle grandi potenze e della corsa all’accaparramento delle risorse minerarie?

Sì, qualche anno fa c’è stato un tentativo da parte dei cinesi, che volevano venire soprattutto aNuuk, la capitale. Questo perché c’è una montagna ricca di metalli, chiamataKuannersuit, e volevano avviare delle attività estrattive, ma il governo si è opposto.

I groenlandesi tengono moltissimo alla natura che li circonda. Naturalmente, le attenzioni da parte diTrumpli hanno spaventati molto.

Negli ultimi mesi sembra che sia stato raggiunto un accordo…

Ma no, hanno semplicemente esteso un trattato che esisteva già e che concede agli americani la libertà di costruire tutte lebasi militariche vogliono in Groenlandia.Trumplo ha sbandierato come l’accordo del secolo, ma in pratica non è cambiato niente.

I groenlandesi sono scesi in piazza quando il presidente americano, lo scorso anno e all’inizio di quest’anno, aveva fatto tutte quelle dichiarazioni sulla volontà di invadere la Groenlandia. Il95%dei groenlandesi era contrario e ci sono state grandi manifestazioni di piazza.

E invece com’è il rapporto con la Danimarca? L’autonomia è sufficiente?

colonia groenlandia

Foto di Peter Platou

È un rapporto storicamente difficile. Pur avendo l’autonomia, i danesi hanno in mano le leve del potere. Un danese è sempre agevolato rispetto a un groenlandese.

È una colonia, diciamolo come si deve. Un Paese autonomo, sì, ma pur sempre una colonia danese. LaDanimarcaha fatto tanti danni, indubbiamente, e ne sta facendo ancora oggi.

Non esiste un colonizzatore buono e uno cattivo: ci sono diversi livelli di cattiveria. I danesi non sono stati come gli americani con i nativi, ma hanno fatto anche loro diverse porcate.

Giusto per menzionarne un paio, negli anni Settanta hanno sterilizzato migliaia di donne. Sin dall’inizio del Novecento, laDanimarcaha provato in tutti i modi a mantenere la popolazione groenlandese al di sotto dei50.000 abitanti. Per questo ha sterilizzato (spiral case) queste donne senza il loro consenso.

E poi donne per modo di dire: molte di loro erano ragazzine. Si parla anche di bambine di 11 anni alle quali, con la scusa di una visita ginecologica, veniva impiantata la spirale, con tutti i danni che potete immaginare. Una cosa terribile.

I groenlandesi stanno cercando di ottenere il riconoscimento da parte dei danesi del fatto che si sia trattato di una forma di genocidio.

Ancora oggi, inDanimarca, se sei una famiglia danese, viene allontanatol’1% dei bambiniappena nati per ragioni legate all’alcolismo, alle droghe o ad altre problematiche che impediscono a un bambino di crescere in un ambiente salutare. Per le famiglie groenlandesi questa percentuale sale al7%.

Ci sono problemi di alcolismo, come negli altri Paesi nordici?

Sì, indubbiamente c’è un grande problema di alcolismo. Negli ultimi anni sono arrivate anche tutte le droghe possibili. A Nuuk trovi praticamente di tutto: dalla cocaina all’ecstasy, dall’eroina fino al crack.

Com’è cambiata la Groenlandia da quando l’hai vista per la prima volta, trent’anni fa, a oggi?

Si è aperta molto al mondo. Adesso, con la spinta trumpiana che ha messo la Groenlandia al centro dei giochi geopolitici internazionali, è iniziato un turismo sfrenato, probabilmente anche esagerato.

Due anni fa è stato aperto unaeroporto internazionale a Nuuke adesso abbiamo collegamenti settimanali conNew Yorke collegamenti giornalieri con l’Islanda, la Danimarca e la Norvegia, che portano migliaia di turisti.

Quando sono arrivato trent’anni fa, tutto questo non esisteva. Penso che un turismo intelligente sia decisamente positivo, anche per favorire uno scambio culturale.

Esiste un’università?

Sì, certo. Ci sono le facoltà umanistiche e recentemente è stato attivato anche un corso di biologia artica a Nuuk. Per il resto delle discipline scientifiche bisogna andare aCopenaghen.

Dal punto di vista dei cambiamenti climatici, gli effetti sono visibili? E in che termini?

Sono visibilissimi. Non fa più il freddo che faceva una volta.Trent’anni fa c’erano almeno sei mesi d’inverno, ora a fatica se ne contano due.Cade molta meno neve e spesso non arriva fino a dicembre o addirittura gennaio. In generale fa meno freddo.

Prima c’era un freddo intenso e costante per mesi, adesso normalmente le temperature si aggirano intorno ai-5/-6 °Ce poi si avvicinano allo zero, con conseguente scioglimento della neve e formazione di ghiaccio. Per le strade ci puoi pattinare!

È un problema per tutto l’ecosistema, che è fragilissimo. Con questi cambiamenti climatici, alcune specie animali sicuramente scompariranno.

Quali sono gli animali che soffrono di più?

Sicuramente l’orso polareè quello più danneggiato. Ma un po’ tutti, dalle renne alla fauna ittica.

Ho mangiato un paio di mesi fa del tonno groenlandese, non ci credevo! Il tonno non era mai esistito da queste parti e ora comincia a essere presente nella parte orientale, nel tratto di mare tra la Groenlandia e l’Islanda.

Concludiamo con i piatti tipici groenlandesi: quali sono?

piatti tipici groenlandiaUno dei piatti che preparavano 100 o 200 anni fa nelle loro casette di fango si chiamaSuaasat: è una zuppa di foca.

I groenlandesi mangiano moltissimo pesce, appena pescato oppure essiccato. Poi c’è ilmattak, lo strato esterno di grasso della balena, che tra l’altro contiene moltavitamina D.

Si mangiano anche la renna, ilmusk ox, ovvero il bue muschiato, che in realtà è un bovide, una sorta di pecora molto grossa.

Cosa diresti a una persona incuriosita dalla Groenlandia?

È una terra molto bella e accogliente, semplice. Vi consiglio di salire su un aereo e venire a constatarlo di persona!

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Last Updated: 03/11/2026Categories:Go Green!,GreenStyle,Interviste,Uncategorized

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