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Visitare le isole Faroe e ogni volta emozionarsi

17 Agosto 2026 di Natural Mania

Intervista a Daniela Pulvirenti, camminatrice esperta e autrice di una guida italiana dell’arcipelago.

autrice guida italiana Faroe
Daniela Pulvirenti

Ecco un nuovo passaggio nel nostro viaggio alla scoperta di isole e luoghi remoti, dove vivere o fare esperienze, anch’esse di vita. Abbiamo esplorato l’Islanda, le Lofoten, Capo Verde, São Tomé e Príncipe. A questo giro torniamo a osservare un posto particolare e affascinante del Nord Europa: le Isole Faroe.

Un arcipelago situato nel Nord dell’Oceano Atlantico, a metà strada tra la Scozia e l’Islanda e a ovest della Norvegia. Appartengono al Regno di Danimarca, ma godono di uno status di nazione autonoma. Non fanno parte dell’UE né dell’area Schengen. Il Regno di Danimarca è responsabile della difesa e degli affari esteri, mentre, con l’autonomia riconosciuta dal 1948, le Isole Faroe gestiscono quasi tutte le politiche locali, oltre alla lingua e alla cultura.

Hanno una popolazione stimata di 56.500 abitanti e la capitale è Tórshavn, che conta circa 14.000 abitanti. L’origine della popolazione dell’arcipelago è un misto tra scandinavi e celtici, mentre la lingua parlata è il faroese, una lingua di origine germanica derivata dal norreno, la lingua dei Vichinghi.

Nei secoli, gli abitanti delle Faroe hanno forgiato una forte identità culturale di cui vanno fieri, assimilando sia la cultura vichinga sia quella dei monaci irlandesi, indicati come i primi abitanti stabili delle isole.

Le Isole Faroe sono diventate negli ultimi anni un’apprezzata meta turistica e vengono spesso citate nelle cronache internazionali per la discussa usanza del Grindadráp, la tradizionale caccia ai cetacei, di cui parleremo nel seguito del post.

Abbiamo chiesto di parlarci delle Isole Faroe a Daniela Pulvirenti, una persona che ha fatto della sua passione per il trekking una professione, organizzando viaggi in vari angoli del globo. Daniela è inoltre appassionata delle Faroe, sulle quali ha scritto una guida in italiano.

Troverete di seguito l’intervista integrale e, sul nostro canale YouTube Natural Mania Magazine, il video dell’intervista. Vi invitiamo a iscrivervi al canale per non perdere i prossimi contenuti.

Daniela, faccia una breve introduzione della sua figura…

Sono prima di tutto un’appassionata di montagna, da anni socia del CAI di Milano, e ho fatto della mia passione una professione. Un giorno ho avuto la bella idea di telefonare a Beppe Tenti e ho iniziato a lavorare per tantissimi anni con lui, occupandomi di trekking nel mondo.

Come è nato il suo rapporto con le Isole Faroe?

I faroesi sono venuti a Milano nel 2008 a farsi conoscere, perché erano ancora zone remote dove non si andava. Nel 2010 ho portato il primo gruppo e ho continuato. Per me è stato amore a prima vista.

Cosa le rende uniche rispetto ad altri posti del Nord Europa? Come vivono la loro condizione di isolamento?

Foto di Aline Dassel da Pixabay

È un posto veramente autentico. Le persone sono orgogliose di essere faroesi e lo capisci lontano un miglio, dopo un po’ che li frequenti. Sono danesi ufficialmente, ma godono di un’ampia autonomia: infatti hanno la loro bandiera e la loro moneta.

Un viaggiatore, al ritorno, deve ricordarsi di non portare monete faroesi in Europa, perché poi non riesce a cambiarle.

Poi, che dire: sono persone disponibili e sono sospesi tra antico e moderno, ma allo stesso tempo sono molto aperti al mondo.

In realtà non sono isolati, anche se le isole sono sparse nell’Atlantico settentrionale. Attorno hanno l’Islanda, la Scozia e la Norvegia. Non sono per niente isolate: si pensa a questo e all’inizio lo pensavo anch’io, ma non lo sono.

Ora arriva più turismo rispetto a una volta. Quando ho cominciato ad andare alle Faroe e, successivamente, a scrivere una guida, non leggevo mai su una ri

Qual è l’elemento dell’arcipelago che ti ha particolarmente colpita?

visitare le faroe
Foto di Knud Erik Vinding da Pixabay

La natura, tutta, in quanto respiri la natura e ti condiziona. La situazione meteorologica può cambiare più volte in una sola giornata. Questo accade un po’ in tutto il Nord Europa, però alle Faroe è nella norma.

Quindi, se ti svegli la mattina ed è bello, fatti subito una camminata, perché magari più avanti può piovere, esserci un magnifico arcobaleno e poi ripiovere di nuovo.

Da un’isola all’altra cambia il clima. Sei su una grande isola, fai un percorso e arrivi in un’altra: da un lato vedi la nebbia, dall’altro non ce l’hai più.

Anche l’abbigliamento deve essere adatto. Quindi sicuramente qualcosa contro la pioggia, ma nello zaino bisogna avere anche qualcosa per il sole o per il tempo ventoso. Può fare freddo mentre piove o c’è vento, ma se viene fuori il sole la giacca a vento non serve più.

Devo dire che, tra le cose che mi hanno colpito di più delle Isole Faroe, ci sono gli abitanti: sono cordiali, disponibili e, se possono, ti aiutano. È anche per questo che non sono fuori dal mondo.

Come si considerano a livello culturale? Si sentono eredi dei Vichinghi?

Si sentono prima di tutto faroesi, ma anche europei ed eredi di quell’antico popolo nordico, i Norreni, che li ha colonizzati diversi secoli fa.

Attualmente gli abitanti delle Faroe vivono più di turismo o di altre attività?

Vivono sia di turismo che di pesca. Il turismo è aumentato parecchio negli ultimi anni, sia per quelli che arrivano con l’aereo, sia per quelli che arrivano con la nave dalla Danimarca.

La pesca, tuttavia, è ancora la prima fonte di sostentamento, anche perché i loro salmoni e i loro merluzzi sono di ottima qualità.

Lo stesso sushi che trovi in un ristorante di Tórshavn, la capitale, è semplicemente squisito.

Oltre la capitale, come è distribuita la popolazione?

Tórshavn è una cittadina, mentre in ogni isola ci sono dei villaggi o paesini, sino ad arrivare a posti con solo due casette.

Considera che i centri abitati più grandi, oltre alla capitale, come Klaksvík o Runavík, hanno poche migliaia di abitanti. Quest’ultima probabilmente perché c’è la ditta che produce i famosi maglioni delle Faroe.

Per il resto è tutto a misura d’uomo.

Rispetto all’Islanda, sono isole vulcaniche?

Sì, questo lo capisci dalle rocce basaltiche e dalla conformazione del territorio, ma non c’è attività vulcanica.

Che tipo di fauna è possibile trovare alle Faroe?

Sono letteralmente le isole delle pecore. Il nome Faroe, nell’antico norreno (la lingua dei Vichinghi), vuole appunto dire “isole delle pecore” ed è stato dato proprio dai primi Norreni che arrivarono nell’arcipelago e videro la quantità di pecore presenti.

Ci sono più pecore che abitanti.

Le Faroe appaiono periodicamente nelle cronache per il Grindadráp, la tradizionale caccia ai cetacei, un’usanza spesso criticata. Che idea ti sei fatta? L’hai mai vista?

Mattanza cetacei Faroe
Credits: Wikimedia Commons

Per fortuna no, perché mi fa effetto il sangue.

Ne ho sentito parlare. Si tratta di globicefali: ne ammazzano una certa quantità che non viene decisa a caso, ma ci sono le autorità che ogni anno stabiliscono il numero e definiscono anche la zona nella quale possono essere catturati.

Se non riescono a farli convogliare in quel tratto di mare che viene deciso, allora non vengono ammazzati.

In fondo sono per la popolazione, gli ospedali e chi ha bisogno. Se una famiglia non riesce ad ammazzarne nessuno, altre famiglie vanno incontro a quella che è rimasta senza e dividono la quantità anche con questa famiglia.

È un’usanza secolare. Un faroese, una volta, mi disse che, se ci fosse una carestia, grazie a questo loro continuerebbero a sopravvivere grazie al Grindadráp.

In fondo, come cibo, loro hanno solamente il merluzzo, il salmone e questo tipo di carne di cetaceo. Poi ci sono patate, rabarbaro e poco altro: tutto il resto viene importato.

Il costo del cibo è quindi caro? Qual è il piatto tipico?

Le Faroe non sono economiche, ma se vai in un ristorante e mangi bene, il prezzo è simile a quello dei nostri.

Il piatto tipico per eccellenza direi che è l’agnello; a seguire, piatti di merluzzo, che cucinano meravigliosamente bene, o il salmone.

Pensi che il turismo possa costituire un pericolo, come in luoghi che soffrono di overtourism, o possa contribuire a migliorare la vita delle persone?

Mi sembrano molto attenti agli sviluppi del turismo, a non distruggere l’equilibrio delle isole e a mantenerle così come sono, ancora intatte, e quindi le preservano.

Pensa che fanno, una volta all’anno, un paio di giornate di pulizia. Chiunque, prendendo il biglietto aereo, viene ospitato in casa; poi le persone vengono impiegate per pulire i posti e sistemare i sentieri.

Qual è il miglior periodo dell’anno per andare alle Faroe?

fauna faroe
Foto di Mirka da Pixabay

Se si vuole vedere la fioritura, giugno è il mese ideale. In questo periodo ho visto delle fioriture stupende, anche con delle piccole orchidee.

Altrimenti va bene tutta l’estate: luglio e agosto, quando si possono vedere i pulcinella di mare. Qui c’è una regolamentazione rigida, soprattutto su un’isola. Prima si andava tutti tranquillamente a piedi fino a un faro e ritorno; adesso non si fa più. Devi seguire le guide, che indicano dove fermarsi, perché ci sono dei nidi.

Io penso che si possa andare anche nei periodi autunnali, perché tanto il clima varia di giorno in giorno, di momento in momento. Quindi il momento ottimale non esiste.

Non possono dirti che in agosto non piove, perché non è vero. Sono già tre anni che vado in agosto e becco sempre 11 gradi, di giorno.

Poi, anche alle Faroe, è possibile vedere l’aurora boreale. Non è uno dei posti migliori, ma ci può essere la possibilità.

Tra i tanti posti che hai visitato nel mondo, quali sono quelli che ancora riescono a stupire il visitatore?

Ho iniziato nel 1983 ad andare in Nepal e allora era autentico. Mano a mano che abbiamo portato i “jeans”, come dico io, è cambiato molto e non lo è più.

Se uno va nella Valle del Khumbu e nella Valle dell’Annapurna, non sono autentiche come le vidi tempo fa.

A ottobre andrò nella regione del Dolpo e lì credo che vedrò un ambiente più genuino, perché non c’è il turismo classico. Il percorso non è facile e quindi non ci saranno tanti turisti come nelle valli menzionate prima.

Altri posti belli e ancora capaci di stupire si possono trovare in Finlandia o in Patagonia.

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